Perché il filtro FAP si intasa?

Il filtro antiparticolato (FAP e DPF) è un dispositivo montato nell’impianto di scarico ed integrato alla marmitta catalitica che ha lo scopo di trattenere il particolato, un residuo della combustione non completa del gasolio composto di particelle di dimensioni inferiori a 10 millesimi di millimetro (rientra infatti nella categoria del PM10). Come tutti i sistemi di filtrazione, anche il DPF è un serbatoio di cenere e residui della combustione che periodicamente deve essere svuotato per non intasarsi e inficiare la performance del motore se non addirittura danneggiare i suoi componenti vitali.

 

Come si pulisce il FAP?

Per evitare l’intasamento, il filtro antiparticolato prevede la messa in atto di un processo automatico di combustione del particolato trattenuto al suo interno. Questo processo prende il nome di “rigenerazione” o “autorigenerazione” e si attiva spontaneamente all’incirca ogni 400­800 km in base alla quantità di particolato catturato dal filtro (che a sua volta varia a seconda delle diverse condizioni di guida). La fase di autorigenerazione è strettamente correlata al valore di contropressione, cioè il suo innesco dipende dalla differenza di pressione dell’aria in entrata e quella in uscita: più il filtro è intasato, più la differenza aumenta fino a quando la vettura riconosce il valore limite e fa scattare l’autorigenerazione.
sporcopulito1

Perché l’autorigenerazione e la rigenerazione forzata non bastano?

Il problema dell’autorigenerazione è che non riesce a bruciare totalmente tutte le ceneri prodotte dalla combustione ma soprattutto non si innesca se non in presenza di condizioni ben precise e difficili da soddisfare per un automobilista comune: la rigenerazione si attiva infatti ogni 400-­800 km solo se si mantiene una velocità di almeno 90 km/h per un tempo di circa 10­-20 minuti. La maggior parte degli automobilisti guida l’auto in città, quindi per brevi percorsi e a velocità bassa, per questo motivo non è in grado di soddisfare le condizioni affinché scatti la rigenerazione! Quando la rigenerazione non va a buon fine il guidatore avverte i primi sintomi dell’intasamento ad esempio aumenta il consumo di carburante e si accende la spia “recovery”. A questo punto all’automobilista non resta che effettuare urgentemente la rigenerazione “forzata” in officina dove un meccanico a macchina ferma porta il motore a 3000­4000 giri per 10 minuti, e sperare che funzioni, pena l’intasamento irreversibile del filtro e quindi la sostituzione che costa tra gli 800 e i 2000 €

 

Quindi che fare?

Il nostro servizio di rigenerazione del FAP/DPF è l’unico a ripristinare l’efficienza originaria del tuo filtro antiparticolato senza obbligarti a comprarne uno nuovo, facendoti così risparmiare sulla sostituzione.

Scopri il Nostro Servizio